Un progetto ferroviario decisamente europeo

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1° luglio 2015   Parlamento europeo   BRUXELLES
Via Atlantica: da un'idea a un progetto
Confereza fondatrice della comunità di interessi Via Atlantica

La Conferenza per la creazione della Comunità d'interessi Via Atlantica, organizzata da al Parlamento europeo (Bruxelles) il 1° luglio 2015, raggruppa deputati europei, rappresentanti della Commissione europea (DG Move), rappresentanti regionali e attori economici come i porti. L’associazione , che riunisce trentasette collettività territoriali e camere consolari, nonché privati, milita a sostegno della Via Atlantica, l'asse ferroviario merci e passeggeri, est-ovest europeo, più meridionale e più breve che collega la Penisola iberica occidentale all'Europa centrale.

Isabelle Thomas (deputato europeo S&D Fr) che ha consentito lo svolgimento di questa conferenza, dopo il benvenuto ai partecipanti, ha introdotto il dibattito ricordando l'importanza dell'accessibilità ai territori atlantici, in particolare bretoni, dal punto di vista sociale, economico e ambientale e riconoscendo l'esigenza di rompere l'isolamento di territori dimenticati attraverso 9 corridoi. Ha accolto l'iniziativa di e affermato che il progetto Via Atlantica potrà contare sul sostegno del gruppo S&D. «Per compensare la propria lontananza geografica dal centro di gravità europeo, il lato atlantico europeo deve potere disporre di un collegamento ferroviario efficace che lo colleghi alla Torino-Lione e la Via Atlantica, che può contare sul sostegno del gruppo S&D del Parlamento europeo, deve potere concretizzare tale esigenza attraverso l'unione dei cittadini dei 7 paesi coinvolti.»

Jean-Michel Guerre, Presidente di e Vice-presidente della regione Auvergne, ha sottolineato la dimensione transnazionale e transregionale del progetto Via Atlantica. Ha ribadito l'esigenza di abbandonare la visione frammentata adottata fino a quel momento e armonizzare le diverse iniziative senza le quali il progetto risulterà irrealizzabile. Tra i vari anelli della catena, per la Francia, la parte più meridionale del progetto, LGV Parigi-Orléans-Clermont-Ferrand-Lione, Poitiers-Limoges, GPSO, LNOBPL (Ligne Nouvelle Ouest Bretagne Pays de Loire-Bretagne), che assistono al proprio consolidamento attraverso una legittimazione finora spesso contestata; per la Penisola iberica occidentale, la Y basca e Aveiro-Salamanca; per l'Italia, l'asse Brescia-frontiera slovena e per l'Europa Centrale l'asse Lubiana-Zagabria-Budapest.

Per Jean-Michel Guerre, «la crescita demografica propizia nel triangolo formato da Bretagna, Paesi baschi e Rhône-Alpes rende necessaria la grande velocità». Un triangolo la cui punta è giustamente collegata al progetto del TGV Torino-Lione difeso dalla deputata europea Mercedes Bresso, anch'essa presente, e sostenuto da .

«Insomma, se la Via Atlantica deve costituire il trait d’union tra i cittadini dei sette paesi coinvolti e non una semplice linea ad alta velocità, il vantaggio a livello di trasporto è evidente.»

Lo scopo del dibattito nell'ambito del Parlamento europeo è riscuotere il sostegno di tutti gli attori interessati, siano essi pubblici o associazioni.

Herald Ruijters, Capo Unità presso DG Move, ha descritto lo stato di avanzamento della TEN-T il cui obiettivo, nel 2030 è quello di raggruppare i principali centri economici europei nella rete centrale (core network). I corridoi sono uno strumento della politica della TEN-T destinata a rendere prioritari gli sforzi per le realizzazioni da qui al 2030. Conclude indicando che il collegamento proposto da tra corridoio atlantico e mediterraneo a livello della Torino-Lione si integra perfettamente nei 9 corridoi, consolidandoli.

Con la sua presenza, la Commissione ha sostenuto l'iniziativa della riflessione sulla Via Atlantica al fine di portare un'autentica visione europea e ha incoraggiato i paesi coinvolti a collaborare alla realizzazione del progetto.

Michel Caniaux, delegato generale di , ha ricordato che collegare l'arco atlantico all’Europa centrale tramite ferrovia non è un'idea di oggi. Fin dagli anni '20, i principali porti francesi chiedevano a gran voce un corridoio Atlantico-Danubio. Ed ecco che la rete ferroviaria è stata concepita nel XIX secolo in una logica di sviluppo industriale. Risultato, il grande Massiccio centrale, una parte del lato atlantico e della Penisola iberica continuano a restare deserte per quanto concerne le linee ad alta velocità.

L’obiettivo della Via Atlantica è completare la struttura reticolare ferroviaria continentale nell'ambito degli obiettivi del libro bianco dell'Unione europea sui trasportiricorrendo prevalentemente a modalità di trasporto più economiche in termini energetici. Per quanto concerne il trasporto stradale di merci su distanze superiori a 300 km, trasferire il 30% dei trasporti ad altre modalità come la ferrovia o la navigazione entro il 2030 e oltre il 50% entro il 2050. Triplicare la lunghezza dell'attuale rete ferroviaria ad alta velocità entro il 2030 e mantenere una fitta rete ferroviaria in tutti gli Stati membri Per il 2050, la maggior parte del trasporto passeggeri a media distanza dovrà essere effettuato in treno.

Esistono già tratte (passeggeri) da 6 a 7 ore, coperte da diversi operatori europei, e sono quindi assolutamente comuni tra città che non godono di collegamenti aerei diretti.

Ha per voluto dissipare i dubbi ricordando che lo spirito della Via Atlantica non è fare concorrenza ad altre iniziative volte a rompere l'isolamento del lato atlantico e che non è ancora il caso di optare per un tracciato, ma di riscuotere consensi per un progetto che abbraccia l'intero lato atlantico europeo da Caen a Lisbona.

Carlo de Grandis, del coordinamento del corridoio atlantico, ha evocato le specificità del corridoio atlantico e mediterraneo insistendo sui collegamenti previsti tra essi attraverso la rete centrale, sebbene la Bretagna, la zona della Rochelle, il Massiccio centrale, alcune zone della Penisola iberica e dell'Europa Centrale restino tuttavia disgiunte.

Prima tavola rotonda: Via Atlantica per una gestione equilibrata del territorio europeo.

Altri paesi europei coinvolti nella Via Atlantica esprimono il proprio parere:

Mercedes Bresso, Eurodeputata (S&D, IT), ex-presidente della regione Piemonte , ha riconosciuto la rilevanza del progetto che consiste nel fornire alla Torino-Lione uno sbocco naturale verso il lato atlantico; è di grande rilevanza il collegamento dei suoi porti al resto d'Europa. Ciò consolida la Torino-Lione e contribuisce a incoraggiare lo sviluppo di modalità di trasporto rispettose dell'ambiente, aumentando le zone di pertinenza grazie a un progetto come la Via Atlantica, strumento di sviluppo importante per l'Europa meridionale, che apre nuove prospettive di sviluppo per l'Italia. «E' necessario considerare la richiesta del lato atlantico di uscire dall'isolamento, avvicinandosi all'Italia e all'Europa centrale con il collegamento a Lione tra corridoio atlantico e mediterraneo, per fornire alla Torino-Lione delle funzionalità supplementari e all'Italia un'apertura su nuovi territori.»

Marta Marin, Direttrice della delegazione dei Paesi baschi presso l'UE ha ricordato innanzitutto il lavoro della Commissione Arc atlantique nell'ambito dei trasporti. Citando la dichiarazione finale di Bilbao 2015, ha sottolineato la volontà delle regioni membro della CAA di completare e migliorare la situazione attuale per rompere innanzitutto l'isolamento delle regioni atlantiche. Ha sottolineato l'importanza del collegamento tra la Y basca e il resto del corridoio atlantico. «Integrare i progetti prioritari dei Paesi baschi come la Y basca e la Bordeaux-Spagna in una visione europea Via Atlantica affinché siano condivisi dal maggior numero di cittadini, grazie alle nuove funzionalità verso l'Italia, e assistano in tal modo a un'accelerazione della loro realizzazione.»

Jean-Paul Denanot, deputato europeo (S&D, Fr) ed ex-presidente della regione Limousin , la nuova carta regionale sostiene la Via Atlantica, che armonizza i grandi progetti. In questo modo, «la Via Atlantica integra la Poitiers-Limoges e consente alla Torino-Lione di non rappresentare un vicolo cieco in un corridoio incompiuto; i due progetti sono destinati a essere collegati per contribuire a una gestione equilibrata del territorio europeo.» In altre parole, la Torino-Lione non può essere privata della sua continuità naturale verso il lato atlantico attraverso il Massiccio centrale.

Franc Bogovic, deputato europeo (PPE,Sl) ha ricordato la priorità per la la Slovenia di collegare in modo performante il porto di Koper a Lubiana e all'Austria, pur esprimendo il proprio interesse per un collegamento dall'est all'ovest europeo, in quanto attualmente i collegamenti ferroviari sono costantemente interrotti, mettendo fuori gioco la rotaia. «La nuova linea tra il porto di Koper e Divaca si mantiene prioritaria per l'economia slovena. E' altrettanto importante migliorare e velocizzare i collegamenti ferroviari verso l'Austria, la Croazia e l'Ungheria. Analogamente all'ottimizzazione del collegamento verso ovest nell'ambito della Via Atlantica, questi collegamenti aprono nuove prospettive e opportunità di sviluppo, crescita e impiego.»

Seconda tavola rotonda: Via Atlantica per lo sviluppo economico, l'impiego e la crescita ovvero vantaggi economici attesi dal progetto Via Atlantica.

Michel Puyrazat, Presidente del Directoire du Grand Port Maritime de La Rochelle , 6° porto marittimo in Francia per traffico annuale davanti a Bordeaux, ha presentato gli sforzi compiuto dal porto nell'ambito del trasferimento modale. Per svolgere un ruolo di accesso e uscita dal continente europeo e favorire il trasferimento modale, i porti sull'Atlantico necessitano di progetti di apertura che spezzino l'isolamento. «Il porto della Rochelle gode di una costante progressione di traffico che potrebbe essere ulteriormente consolidata da un collegamento est-ovest performante tipo Via Atlantica unita alla Torino-Lione.»

Helena Fernandes, porto di Porto , ripone molte speranze nella modernizzazione prevista per l'Aveiro-Salamanca, per un valore di 800 milioni di euro. Pur avendo rinunciato alla propria rete ad alta velocità, il Portogallo ha dato priorità al trasporto ferroviario. Helena Fernandes si rammarica che soltanto il 5% delle merci sia trasportato su rotaia da o verso centoottantuno paesi. «La parte della rotaia nella ripartizione modale del porto di Porto è ancora troppo scarsa, ma destinata ad aumentare in quanto la sua accessibilità e influenza dipendono in gran parte dalla qualità delle infrastrutture ferroviarie. Per questo, sono previsti investimenti massicci sulla tratta Aveiro-Salamanca, sezione della Via Atlantica.».

Per Tony Berkeley di European Rail Freight Association, la sfida è alleggerire i porti saturi dell'Europa settentrionale a beneficio del lato atlantico dimenticato, grazie a infrastrutture ferroviarie performanti tuttora da realizzare. La Via Atlantica va in questa direzione e merita di essere sostenuta. Ha insistito sull'importanza di soddisfare i clienti proponendo loro servizi adatti e più rapidi per evitare che optino per mezzi di trasporti più inquinanti. «Dando vita a nuove collaborazioni lungo l'asse ferroviario est-ovest, la Via Atlantica cercherà di influenzare la politica affinché il trasporto sia considerato un argomento vitale per l'economia.»

Pauline Caumont, Segretaria esecutiva della Commissione Arc atlantique della Conférence des régions périphériques maritimes (CRPM) , ha presentato l'azione della CRPM nell'ambito dei trasporti. In particolare, ha rievocato le rivendicazioni delle regioni della CAA e sottolineato l'esigenza di migliorare e completare rapidamente il corridoio atlantico per consolidare l'accessibilità delle Regioni dimenticate dai corridoi e facilitarne quindi lo sviluppo economico. «La CRPM ha richiesto alla Commissaria Bulc di nominare un coordinatore delle zone grigie europee che riguardano in particolare il lato atlantico. Il nostro obiettivo è consolidare l'accessibilità di tutte le regioni atlantiche, nonché i loro collegamenti con il resto d'Europa.»

Terza tavola rotonda: Via Atlantica per la mobilità e la transizione energetica

Pierre Deludet, VP del cda di Montluçon , ha sottolineato l'importanza della mobilità per attrarre i dirigenti nei territori più isolati. L'Europa non deve ridursi alle proprie metropoli e la mobilità deve riguardare anche le città medie. D'altronde la RCEA (Route Centre Europe Atlantique) assiste quotidianamente alla circolazione di migliaia di mezzi pesanti, rendendo quindi urgente il supporto alla rotaia. In termini di sicurezza stradale, «la Route Centre Europe Atlantique, uno degli assi più pericolosi di Francia, risulterebbe alleggerita dai mezzi pesanti grazie alla Via Atlantica, una delle espressioni di queste nuove infrastrutture ferroviarie europee specifiche che devono essere realizzate a scapito delle città medie, indispensabili per animare i territori.»

Claire Godin, Delegata generale del Pôle Métropolitain Loire-Bretagne , sostiene un progetto di collegamento da est a ovest che corrisponde alla lotta a favore dell'accessibilità. «Partecipando al dibattito per la creazione della Via Atlantica, il PMLB intende ricordare il proprio supporto alla sfida strategica dell'ovest completamente collegato al cuore dell'UE. Essere completamente integrati nella rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), favorire il collegamento dei porti marittimi e degli aeroporti al sistema di trasporto ferroviario e merci, sono queste le nostre aspettative in un'ottica di gestione più equilibrata del territorio.»

Obiettivi per i quali propone di unirsi

Jean-Michel Guerre passa in rassegna i 10 obiettivi per i quali è possibile raccogliere consensi al fine di ampliare la forza della Comunità d'interessi Via Atlantica.

1. Creare un autentico asse ferroviario est-ovest che garantisca la continuità naturale della Torino-Lione verso il lato atlantico, collegando così il corridoio atlantico e mediterraneo.

2. Concepire la Via Atlantica come un valore aggiunto per l'Unione europea in quanto strumento di sviluppo dell'impiego e della crescita insieme alla valorizzazione di nuovi territori nonché strumento per costruire la cittadinanza europea moltiplicando le cooperazioni.

3. Creare uno strumento di gestione equilibrata del territorio europeo.

4. Eliminare le cinque grandi fratture territoriali: Portogallo/Spagna, Spagna/Francia, lato atlantico/Alpi, Francia-Italia e Italia/Slovenia-Croazia-Ungheria

5. Migliorare i collegamenti degli aeroporti lungo il percorso, dei porti atlantici (Brest, Nantes/St-Nazaire, La Rochelle, Bilbao, Santander, Gijon, Vigo, Leixoes, Aveiro, Sines) con i rispettivi entroterra e dei porti mediterranei (Genova, La Spezia, Venezia, Trieste, Koper, Rijeka) affinché tali porti possano costituire una nuova rete di vie d'accesso/uscita dal continente che integrano il Northern Range.

6. Operare a favore della transizione energetica, favorendo lungo questo asse il trasferimento dal trasporto stradale e aereo a quello su rotaia per i passeggeri e dalla strada alla rotaia per le merci, in conformità agli obiettivi del libro bianco: garantire sulla Via Atlantica il 30% del traffico stradale sulle distanze superiori a 300 km entro il 2030 e oltre il 50% entro il 2050, nonché la maggior parte degli spostamenti dei passeggeri a media distanza entro il 2050.

7. Operare a favore della riduzione dei costi energetici, nella consapevolezza che la Via Atlantica è il percorso più breve per collegare la Penisola iberica occidentale a Lione.

8. Stimolare lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie per il trasporto di merci sulle vie esistenti per avviare il traffico in attesa di realizzare la Via Atlantica.

9. Sostenere lo sviluppo duraturo riducendo l'inquinamento e l'emissione di gas a effetto serra.

10. Ottenere dalla Commissione europea il riconoscimento della Via Atlantica in quanto asse prioritario (Core Network) con i relativi tracciati confluenti.

In conclusione

Tutti condividono le osservazioni sull'isolamento ferroviario del lato atlantico. Jean-Michel Guerre ritiene che la proposta di , di collegare il corridoio atlantico a quello mediterraneo all'altezza di Lione, in collegamento alla Torino-Lione, sia destinata al successo. In questo modo, il continente disporrà di un asse specifico est-ovest.

Per Jean-Michel Guerre, partendo dal consenso sulla diagnosi, è tempo di agire e individuare degli alleati al fine di sostenere i progetti già programmati, consolidati dalla Via Atlantica. Alla fine, la vocazione di è raggruppare e unire le collettività interessate dalla Via Atlantica e preoccupate della propria attrattiva e influenza, affinché tutti gli attori coinvolti siano pronti alla revisione della rete di trasporto transeuropea (TEN-T) nel 2023, in modo che i vari anelli della catena che compongono la Via Atlantica godano del sostegno europeo… e dei finanziamenti che lo accompagnano.

Questo dibattito non dovrebbe restare a livello teorico e inaugura una serie di azioni volte a ottenere il riconoscimento della Via Atlantica come asse prioritario da parte della Commissione europea.